8 dicembre 2016


L’adulterio è condannato duramente dalle Scritture, ma è invece tollerato dall’attuale società. Ormai non ci si stupisce più, ma che dire se esso comincia ad insinuarsi anche nelle coppie di credenti, distruggendo intere famiglie? Non è forse anche questo un allarmante segno della precaria condizione spirituale della Chiesa? 


Cari della redazione de “Il Cristiano”,[…] qualche tempo fa ho scoperto che mio marito (siamo entrambi credenti da anni) mi tradiva con una collega di lavoro. La scoperta casuale mi ha profondamente prostrata. Lui non ha esitato a riconoscere il tradimento, ma alla confessione ha fatto seguire l’abbandono, mio e dei nostri figli […] La cosa che più mi ha ferita è l’aver dovuto lottare anche con i miei suoceri e con gli altri familiari di mio marito: tutti schierati con lui. […]
Vi chiedo: come devono comportarsi i familiari di una coppia che ha difficoltà?

Lettera firmata


Nel passato ho già pubblicato tre articoli sul problema dell’adulterio, ai quali rimando per un eventuale approfondimento. Qui vorrei soltanto aggiungere alcune ulteriori riflessioni.

Il valore della fedeltà coniugale sta gradualmente scomparendo nella società in cui viviamo, ma la lettera ricevuta apre una finestra su un panorama di degradazione morale e di meschinità personale anche nell’ambito cristiano.
Fatti di questo genere sono degli indicatori della situazione spirituale in cui da tempo ha cominciato a versare la Chiesa. Le famiglie costituiscono la struttura portante delle comunità cristiane, pertanto devono essere protette e devono consolidarsi sui princìpi che la Parola di Dio rivolge alle coppie.
Invece, anche all’interno della comunità cristiana, uomini e donne – a volte – devono lottare con le sofferenze provocate dall’egoismo e dal peccato di uno dei coniugi a danno dell’altro.
Tensioni, conflitti, amarezza, angoscia, paura del futuro, violenza psicologica, lacrime, insulti, figli destabilizzati interiormente, tristezza devastante, desiderio di morire: quante e quali sono le conseguenze della trasgressione?
Quante persone vengono coinvolte e trascinate nel pantano del peccato e del dolore affettivo, a causa di chi non riesce a controllare i suoi istinti carnali?
Mogli, mariti, figli, genitori, fratelli, sorelle, chiese locali… oltre al danno patito dalla testimonianza.
Di fronte al dilagare del peccato, si rischia di lasciarsi vincere dal pessimismo e ci viene la tentazione di smettere di lottare.
Però, non si deve dimenticare che, accanto alle poche coppie cristiane che vengono lacerate dall’adulterio, ce ne sono moltissime altre che continuano a vivere nella fermezza della fede e nella gioiosa sottomissione a Cristo, manifestando un amore reciproco e una solidità matrimoniale davvero inossidabile.

Sono queste coppie a tenere alto il vessillo della testimonianza, dimostrando al mondo che la fedeltà coniugale rimane ancora un valore consolidato in coloro che vogliono attenersi ai princìpi assoluti e permanenti della Parola di Dio.


“Io” anziché “Dio”

Da un punto di vista spirituale, uno dei maggiori problemi attuali è l’eccessiva enfasi che la filosofia mondana pone sull’individuo. Facendo leva sull’egoismo innato di ciascuno, da ogni parte giungono messaggi sul proprio valore e sui propri diritti. Ciò determina una sorta di ipertrofia dell’Io, nonché dei propri bisogni e delle proprie necessità, con la conseguente legittimazione di ogni cosa possa soddisfare i propri desideri e le proprie brame.“Gli uomini saranno egoisti […] traditori […] amanti del piacere anziché di Dio” (2Ti 3:2,4).

Pertanto, vivendo in un simile contesto sociale e culturale, non stupisce che molti uomini e donne considerino l’adulterio come un normale modo per soddisfare i propri impulsi, giustificati dal loro cuore a cercare altrove ciò che in casa non trovano. I valori morali vengono abbandonati e i credenti si trovano a dover combattere ogni giorno contro i nuovi giganti ideologici di un’epoca che rifiuta il Dio della Bibbia, disubbidendo alle sue direttive per la coppia, per il matrimonio e per l’educazione dei figli.


La fedeltà coniugale

è un riflesso della fedeltà a Dio


La Scrittura utilizza molto spesso le immagini del matrimonio e dell’adulterio per illustrare la relazione esistente fra Dio e il suo popolo. In questa prospettiva, la fedeltà matrimoniale esprime la fedeltà a Dio, così come l’adulterio è invece sinonimo di idolatria. Il peccato di idolatria, così come quello di adulterio, venivano puniti con la morte.
L’adulterio, quindi, rappresenta la deliberata volontà di trasgredire uno dei Comandamenti divini e, di conseguenza, esso manifesta pure quale concetto si ha di Dio e quale timore si prova per lui. Il tradimento coniugale esprime mancanza di rispetto per Dio e per il coniuge. La fedeltà coniugale, invece, desidera rispettare e onorare pienamente il patto sancito tra due persone che si amano e che vogliono perseguire gli obiettivi del matrimonio con l’impegno e, se necessario, con sacrificio.
Il progetto del Creatore è l’unità di coppia, in ogni sfera della vita matrimoniale; l’adulterio è l’arma per distruggerla.


L’adulterio indotto:

una giustificazione al peccato?

Quando nella dinamica di una coppia compare l’adulterio, molte volte le responsabilità sono da suddividere (in percentuale differente) tra entrambi i coniugi. Di solito non si tradisce il coniuge dall’oggi al domani, ma questa decisione è il risultato di una serie di eventi, di conflitti, di frustrazioni che si sviluppano all’interno di una relazione matrimoniale. Due dei motivi più evidenti sono l’insoddisfazione sessuale e il sentirsi trascurati.
Quando le necessità emotive, affettive e fisiche degli sposi non vengono soddisfatte con altruismo e premura in una cornice di amore e di mutua comunione all’interno del matrimonio, è possibile che certi bisogni inappagati (non soltanto sessuali) comincino a far sentire il loro peso. Nel tempo, ciò può indebolire la solidarietà e l’unità della coppia e, nei momenti nei quali si sentirà maggiormente la deprivazione affettiva o amorosa – e presentandosi l’occasione – un coniuge potrebbe cadere in adulterio.
Gli sposi, infatti, devono prendersi cura l’uno dell’altro, impegnandosi a realizzare la piena unità. Ciò significa anche donarsi interamente all’altro, nella reciproca appartenenza:
“Il marito renda alla moglie ciò che le è dovuto; lo stesso faccia la moglie verso il marito. La moglie non ha potere sul proprio corpo, ma il marito; e nello stesso modo il marito non ha potere sul proprio corpo, ma la moglie. Non privatevi l’uno dell’altro” (1Co 7:3-5). Perciò, entrambi devono contribuire a costruire un’atmosfera serena, che tenga conto delle loro peculiarità e dei loro desideri, nell’amore e nel rispetto reciproco.

Ogni cedimento sul fronte di questo impegno può minacciare la relazione, sviluppando malumori, povertà affettiva, frustrazioni e aspettative deluse. Questa situazione, oltre a contravvenire ai princìpi biblici per la coppia, può anche aprire la porta a tentazioni di vario tipo, tra le quali potrebbe esserci, appunto, l’adulterio.
In questo caso si può parlare di una sorta di “adulterio indotto”.

A questo punto, è opportuno chiedersi: la situazione descritta può costituire una giustificazione al peccato o, almeno, un’attenuante nelle considerazioni e nel giudizio sul fatto?

• Da un punto di vista puramente umano, ognuno può trovare tutte le giustificazioni possibili: la psicologia umanista, infatti, è maestra nel riversare su qualcun altro le responsabilità personali, creando pericolose illusioni di falsa innocenza. È una strategia di autodifesa antica quanto l’uomo. Adamo, nell’Eden, tentò di difendere se stesso davanti a Dio proprio con questo metodo:“La donna che tu mi hai messa accanto, è lei che mi ha dato del frutto dell’albero” (Ge 3:12). È molto più facile scaricare la colpa dei propri sbagli sugli altri, invece di dover ammettere di aver fallito.

• Nella prospettiva biblica, invece, non troviamo possibili giustificazioni al peccato. La Bibbia chiama l’adulterio con il chiaro termine di peccato e lo considera addirittura una discriminante per l’ingresso nel regno dei cieli:
“Non vi illudete; né fornicatori, né idolatri, né adúlteri […] erediteranno il regno di Dio” (1Co 6:9,10).
“Il matrimonio sia tenuto in onore da tutti e il letto coniugale non sia macchiato da infedeltà; poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adúlteri” (Eb 13:4).
È un preciso richiamo a non illudersi nell’inseguire le vuote scusanti della cultura contemporanea.

• Sul piano pastorale, si possono fare molte considerazioni soggettive ed esaminare i vari casi, senza cedere all’impulso sbrigativo di fare di ogni erba un fascio. Quando un coniuge tradisce l’altro, ci saranno senz’altro delle responsabilità comuni che possono aver determinato una scelta sbagliata. Tuttavia, nel contempo, non si deve assolutamente prescindere da ciò che la Bibbia – unica autorità in materia di fede e di etica – dice su questo argomento. Occorre, quindi, rivalutare la gravità del peccato e dichiarare che l’adulterio è e rimane un abominio (cfr. Gr 13:27).
Il credente non si trova più sotto la signoria del peccato, perciò ha a sua disposizione tutti gli strumenti spirituali per non cedere alla tentazione. Se lo fa, egli commette un deliberato atto di disubbidienza e dimostra di essersi lasciato catturare dalla propria carnalità e dalla propria concupiscenza.
Forse, nella relazione matrimoniale – poiché questa si realizza tra due persone imperfette – potrebbero anche esserci delle vaghe attenuanti, ma ciò non toglie che, davanti a Dio, l’adulterio è inescusabile!
Questo giudizio, comunque, non esclude che si debba altresì intervenire per salvare un matrimonio e per ristabilire l’adultero/a pentito/a, aiutandolo/a a ritrovare la sua corretta posizione in Cristo.
La Chiesa, infatti, è chiamata a combattere il peccato con ogni arma possibile e a tenere alto il messaggio di grazia e di riconciliazione.
Custodire il proprio cuore

Il credente deve custodire “il proprio cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita” (Pr 4:23).
Il cuore rappresenta l’interiorità umana e, come tale, è la sede dei nostri sentimenti e dei nostri desideri. In sostanza, è il cuore che gestisce i nostri pensieri e, di conseguenza, determina anche le nostre azioni, “poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni” (Mt 15:19). La prevenzione è molto efficace per contrastare il male, pertanto occorre evitare di indulgere in pensieri, in fantasticherie, in discorsi o in recriminazioni che possano aprire la porta alla tentazione. Inoltre, è opportuno instaurare un dialogo aperto e sincero all’interno della coppia.
Un cuore rinnovato, che si mantiene in costante comunione con Cristo, è in grado di onorare il Signore con un comportamento degno di un figlio di Dio. Ma se ci si lascia sedurre dai ragionamenti deformati dalla filosofia del mondo (per i quali l’adulterio, secondo alcuni terapeuti, sarebbe persino consigliato perché ritenuto salutare per rinfocolare la passione matrimoniale), allora è difficile vivere nell’integrità morale e spirituale.
Il passo dal libro dei Proverbi che è stato citato poco sopra, continua illustrando in modo molto significativo l’ampiezza e la diversificazione dell’azione preventiva: “Rimuovi da te la perversità della bocca, allontana da te la falsità delle labbra. I tuoi occhi guardino bene in faccia, le tue palpebre si dirigano dritto davanti a te. Appiana il sentiero dei tuoi piedi, tutte le tue vie siano ben preparate. Non girare né a destra né a sinistra, ritira il tuo piede dal male” (Pr 4:24-27). Ciò significa che dobbiamo vigilare su ciò che vediamo, su ciò che ascoltiamo, su ciò che pensiamo e su ciò che diciamo. Infatti, se custodiamo la bocca, le labbra e gli occhi, allora i nostri piedi cammineranno sui “sentieri di giustizia” (cfr. Sl 23:3), non devieranno dalla verità e non ci porteranno su vie pericolose.
L’intervento dei familiari

Nella dinamica di coppia, un adulterio è come un uragano che si abbatte su un villaggio: distrugge ogni cosa, disperde i ricordi, annienta le speranze. Niente è più come prima, tutto è raso al suolo. I superstiti cercano di trovare una spiegazione e una risposta alle loro domande. Cercano disperatamente qualcosa a cui aggrapparsi per non cadere in uno stato di angosciosa autocommiserazione. Soprattutto, cercano di addossare a qualcuno la responsabilità di ciò che è accaduto.
Nel caso di un adulterio è la stessa cosa. Ogni persona coinvolta (direttamente o indirettamente) cerca di razionalizzare l’evento per non essere travolta dalle emozioni.
Chi ha tradito, di solito accampa delle giustificazioni del tipo: “Mi hai sempre trascurato”... “Non mi hai mai dimostrato l’affetto di cui avevo bisogno”... “Non hai mai saputo cos’è la passione”... “Non hai mai capito le mie necessità”, e così via.
Chi è stato tradito, molto spesso sfoga la sua frustrazione e la sua rabbia accusando l’altro con epiteti di vario genere, dipingendolo come una persona egoista, carnale e malvagia.
I genitori dell’uno e dell’altro tendono, molto spesso, a difendere il proprio figlio (o figlia) e, in caso di adulterio, possono arrivare ad accusare l’altro/a di non essere stato/a in grado di costruire una vera unità o di aver trascurato i bisogni del coniuge.

Non si dovrebbe generalizzare, perché i singoli casi sono diversi, ma non bisogna dimenticare che l’adulterio rimane comunque un peccato.
I familiari dell’adultero, perciò, non possono e non devono giustificare il peccato, ribaltando le accuse sulla nuora o sul genero. Questo per almeno tre motivi:

1) La Bibbia insegna che Dio non tiene “il colpevole per innocente” (cfr. Es 34:7), pertanto, qualunque azione mirante a deviare le responsabilità di un atto peccaminoso, non onora né il Signore né la verità.
Essi non devono schierarsi dalla parte del loro figlio adultero (o figlia), bensì dovrebbero sottolineare la gravità e le conseguenze del suo atto.
“Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele” (Ef 5:11).

2) I familiari, essendo fortemente coinvolti sul piano emotivo, non sono le persone più adatte per gestire una crisi di coppia così lacerante, perché rischiano di innescare una spirale di rancori e di sentimenti distruttivi. Questi sentimenti si possono allargare, producendo fratture fra le due famiglie.

3) Se si giustifica il proprio figlio (o figlia), non lo/a si aiuta a prendere atto di ciò che ha commesso, perché le scusanti rappresentano un ostacolo per un vero ravvedimento. Invece, l’adultero/a deve sentire su di sé tutto il peso del suo peccato, con le sue conseguenze disastrose.
“Tutte le cose, quando sono denunciate dalla luce, diventano manifeste […] Per questo è detto: «Risvegliati, o tu che dormi[…] e Cristo ti inonderà di luce»” (Ef 5:13-14).
L’obiettivo, dunque, è il ravvedimento.


Ricostruire la speranza

Un adulterio lascia uno strascico incalcolabile di amarezza, dolore e ferite, ma, nonostante ciò, la Chiesa ha il compito di annunciare il perdono e di operare affinché il peccatore realmente pentito sia ristabilito al cospetto di Dio.
A costo di sembrare ripetitivo, desidero ribadire che, per ricostruire la speranza, ci deve essere, da parte del peccatore, un reale e profondo ravvedimento. Solo così si può riedificare sulle macerie.
Non a caso, uno dei passi più intensi sulla misericordia di Dio, quale è quello di Isaia 1:18
– “Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come la lana” –
ha un presupposto irrinunciabile:
“Togliete davanti ai miei occhi la malvagità delle vostre azioni; smettete di fare il male […] cercate la giustizia” (Is 1:16).

Senza il pentimento, NON ci può essere misericordia da parte di Dio, ma rimane solo il suo giudizio,
 perché il suo amore non annulla la sua giustizia.
Il ravvedimento, invece, consente il recupero dell’individuo.
“Fratelli, se uno viene sorpreso in colpa, voi, che siete spirituali, rialzatelo con spirito di mansuetudine” (Ga 6:1).

Non è certo un compito facile. Recuperare la fiducia e ricostruire la relazione coniugale è un percorso che richiede tempo, pazienza, sollecitudine e tanta preghiera, ma di fronte ad un cuore sinceramente ravveduto, la misericordia di Gesù Cristo può risplendere in tutta la sua potenza, permettendogli di ricominciare, perché “dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata” (Ro 5:20).




Articolo di Marco Distort 
(assemblea di Arezzo)


http://www.ilcristiano.it/2007/feb07/adulterio.htm










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30 settembre 2016

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24 maggio 2016

LE BUONE OPERE DEGLI INCREDULI


Come giudicare le buone opere degli increduli?


"Servono" o "non servono"? 
Dipende per che cosa!

"Il punto dottrinale della totale depravazione come si concilia 
col fatto che non credenti siano filantropi 
e amino il prossimo?".


Premessa. Per rispondere a questa domanda è necessario (come sempre, d'altronde, per noi cristiani) attenerci esclusivamente all'insegnamento della Bibbia e non ragionare secondo "la sapienza di questo mondo", che verrebbe anche a noi "così naturale". Il nostro cuore (male in-formato) ci porterebbe  a rispondere: "E' ovvio che Dio accetti le opere dei filantropi... Come potrebbe Dio respingere un'opera buona, da chiunque essa provenga? Come potrebbe Dio non salvare una persona sincera ed onesta che fa del bene, anche se non fa professione di fede in Cristo? Quel che conta sono le opere, i fatti, o no?". Quand'anche questo ragionamento ci sembrasse "non fare una grinza", in realtà contraddice tutto l'insegnamento delle Scritture, anche quello più basilare, sulla condizione umana e sulla via che porta alla salvezza. E' necessario, quindi, ragionare esclusivamente in termini biblici, se prendiamo sul serio e consideriamo verità la rivelazione biblica. Dobbiamo ragionare secondo la prospettiva biblica e sottomettere ad essa il nostro pensare anche, e soprattutto, quando oppone maggiore resistenza a farlo."...distruggiamo le argomentazioni ed ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio e rendiamo sottomesso ogni pensiero all'ubbidienza di Cristo" (2 Corinzi 10:5).

1. La realtà generalizzata della degenerazione umana. La Bibbia insegna chiaramente che la condizione umana attuale è segnata da una radicale degenerazione morale e spirituale che pregiudica ogni sforzo che si potrebbe fare per renderci accettabili a Dio e meritarci, secondo i criteri di giustizia di Dio, la salvezza eterna. L'umanità è condannata senza eccezione e riserve. Se non fosse così, se bastasse la nostra buona volontà, o se Dio, nella Sua bontà (come talvolta si sente dire) "passasse sopra" ai nostri "difetti" e ci perdonasse, non sarebbe stato necessario che Dio mandasse un Salvatore. 
Alcune citazioni fra le tante: "...come sta scritto: «Non c'è alcun giusto, neppure uno. Non c'è alcuno che abbia intendimento, non c'è alcuno che ricerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti quanti sono divenuti inutili;non c'è alcuno che faccia il bene, neppure uno (...) sulle loro vie c'è rovina e calamità, e non hanno conosciuto la via della pace; non c'è il timore di Dio davanti ai loro occhi». Or noi sappiamo che tutto quello che la legge dice, lo dice per coloro che sono sotto la legge, affinché ogni bocca sia messa a tacere e tutto il mondo sia sottoposto al giudizio di Dio, perché nessuna carne sarà giustificata davanti a lui per le opere della legge; mediante la legge infatti vi è la conoscenza del peccato" (Romani 3:10-20); "Or l'uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché sono follia per lui, e non le può conoscere, poiché si giudicano spiritualmente" (1 Corinzi 2:14); "Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati, nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell'aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza, fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d'ira, come anche gli altri" (Efesini 2:1-3); "Nessuno può venire a me, se il Padre che mi ha mandato non lo attira, e io lo risusciterò nell'ultimo giorno" (Giovanni 6:44).

2. Non è depravazione assoluta. Depravazione totale (come si esprime la teologia riformata), non vuole dire, però, depravazione assoluta (che noi siamo sempre malvagi al massimo grado possibile). Vi sono senz'altro, per così dire, diversi livelli di male e di bene, ma la presenza di ciò che è relativamente un bene non pregiudica la diagnosi pessimista che la Parola di Dio fa della condizione umana. Inoltre, nella Sua grazia è Dio che pone un limite al male impedendo che diventi sfrenato e causando ben presto (se non lo facesse) la completa distruzione dell'umanità (per mano nostra).

3. Le buone opere sono comunque opera di Dio e non nostra. Di fatto, secondo i criteri della moralità di questo mondo, anche le persone non rigenerate possono fare, in sé stesse, molte cose buone perché Dio, nella Sua sovranità, fa sì che essi le compiano per realizzare quello che Egli sovranamente si propone, il bene ultimo dei Suoi eletti. Le "buone opere" di chi non è in pace con Dio, perciò, non sono meritevoli in sé stesse, dell'accoglienza presso Dio delle persone che le compiono, essendo comunque quelle opere opera di Dio, e non "un prodotto loro": "...poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l'operare, per il suo beneplacito" (Filippesi 2:13). "...or tutto ciò che non viene da fede è peccato" (Romani 14:23). Anche le opere di chi Dio ha rigenerato spiritualmente dandogli il dono del ravvedimento e della fede, non sono opera loro, ma di Dio: "Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo" (Efesini 2:10) e quindi nulla di cui comunque ci si possa vantare o accampare come merito!

4. Tutto ciò che facciamo è contaminato. Tutte le nostre opere, anche quelle migliori secondo il criterio di giudizio umano, sono contaminate dal peccato ["Siamo tutti come una cosa impura, e tutte le nostre opere di giustizia sono come un abito sporco; avvizziamo tutti come una foglia, e le nostre iniquità ci portano via come il vento" (Isaia 64:6)]. Esse non possono essere calcolate ai fini della salvezza eterna di una persona. Solo la giustizia perfetta, pienamente sufficiente, che Gesù ha compiuto per noi con la Sua vita perfetta, "serve" per la nostra salvezza. Questa viene impartita agli eletti per grazia, imputata loro attraverso la fede, che comunque è un dono di Dio (Efesini 2:8,9).Anche la "opera migliore" secondo i criteri di questo mondo, è "senza forza", "a motivo della carne": "Infatti ciò che era impossibile alla legge, in quanto era senza forza a motivo della carne, Dio, mandando il proprio Figlio in carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne" (Romani 8:3).

5. L'opera di un incredulo non potrà mai essere veramente buona. Potrebbero, però, essere gradite a Dio come espressione della loro personale "accettabilità", le opere di coloro che negano, disprezzano o ignorano con indifferenza, la massima opera di Dio, quello che Egli ha compiuto nella vita, morte e risurrezione di Cristo! Gesù dice: "Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome scacciato demoni e fatte nel tuo nome molte opere potenti?". E allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità" (Matteo 7:22,23). Neanche un credente potrà mai vantare i meriti delle sue opere: "Così anche voi, quando avrete fatto tutte le cose che vi sono comandate, dite: "Siamo servi inutili. Abbiamo fatto ciò che dovevamo fare"»" (Luca 17:10).

6. Opere fatte nell'ambito dei "residui di giustizia" presenti nell'animo umano, ma non "sufficienti". Dio riconosce come buone le opere dell'incredulo (o dell'agnostico, indifferente a ciò che Cristo proclamava di essere ed ha compiuto), le opere che sono fatte nello spirito di Cristo in quanto sono fatte secondo la legge di Dio scritta in ogni cuore umano ["...questi dimostrano che l'opera della legge è scritta nei loro cuori"(Romani 2:15)]. Però, dato che esse provengono da un cuore non rigenerato (ostile a Dio ed alla Sua legge), un cuore "morto nei falli e nei peccati" (Efesini 2:1), e non provengono dalla fede, esse equivalgono a peccato ["or tutto ciò che non viene da fede è peccato" (Romani 14:23)]. In senso spirituale queste opere dispiacciono a Dio ["Lo stolto ha detto in cuor suo: «DIO non c'è». Sono corrotti, fanno cose abominevoli; non c'è nessuno che faccia il bene. DIO guarda dal cielo sui figli degli uomini, per vedere se vi sia qualcuno che abbia intelletto e cerchi DIO. Si sono tutti sviati, sono divenuti tutti corrotti; non c'è nessuno che faccia il bene, neppure uno" (Salmo 53:1-3)]. Sono opere eventualmente necessarie per il benessere della società umana e Dio le retribuisce, semmai, con benedizioni temporali per mostrare come siano "vantaggiose". Queste buone opere, però, in sé stesse, non portano l'incredulo alla salvezza (e nemmeno il credente, perché la salvezza è per la grazia di Dio in Gesù Cristo e non per le nostre opere).

7. Bontà solo esteriore. La "giustizia civile" (le buone opere degli increduli) sono buone solo esteriormente (questo è ciò che appare ai nostri occhi: "'Eterno non vede come vede l'uomo; l'uomo infatti guarda all'apparenza, ma l'Eterno guarda al cuore" (1 Samuele 16:7). Queste opere possono essere utili (Dio le genera e le rende utili), ma "non servono" come base per l'accoglienza della nostra persona davanti a Dio.

8. Definizione di buone opere. Le buone opere sono "buone cose" (secondo quanto la Bibbia definisce come buono) quelle che sono fatte di tutto cuore in ubbidienza a Dio, per amor Suo e per la Sua gloria, in un atteggiamento di fede e di riconoscenza (Colossesi 3:23, Giovanni 15:14 & Matteo 28:20, Giovanni 14:15, 1 Corinzi 10:31, Romani 14:23 & 3 Giovanni 1:5, Colossesi 3:17). Come tali queste buone opere sono state compiute solo da Cristo Gesù, che aveva esattamente questo atteggiamento. In Lui solo erano incontaminate. Non significa semplicemente seguire la regola aurea (Matteo 7:12).Secondo i criteri di Dio, noi tutti siamo "incapaci di ogni opera buona" (Tito 1:16), queste, ne siamo naturalmente "squalificati" perché sorgono da una disposizione peccaminosa del nostro cuore (Isaia 54:6). Ciò che sorge naturalmente da noi stessi non ci qualifica per l'accoglienza della nostra persona davanti a Dio.

Ecco perché abbiamo bisogno dell'opera del Salvatore Gesù Cristo che viene applicata a noi tramite l'opera rigenerante dello Spirito Santo.



http://paolocastellina.pbworks.com/w/page/14190408/Le%20buone%20opere%20degli%20increduli




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27 marzo 2016


L'attuale guerra civile siriana è il campo di battaglia tra alleati degli Stati Uniti e l'asse della Resistenza...


l'ottimo articolo escatologico è tradotto in italiano al seguente link:

thecomingbibleprophecyreformation.wordpress.com/2015/12/15/axis-of-resistance-and-the-beast-of-revelation





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13 settembre 2015






Ci siamo tutti comportati in maniera che preferiremmo dimenticare. Abbiamo ignorato le scadenze di lavoro, i compiti in classe, e di pagare ogni conto in tempo. Abbiamo disobbedito ai genitori e ignorato ripetuti avvertimenti dalle figure di autorità. Alcuni hanno deviato dal loro coniuge, sia nella loro vita di pensiero o attraverso azioni di nascosto.
 

Molti di noi hanno guardato a destra e a sinistra ... per esser certi che la via era libera. Non tutti noi abbiamo fatto tutte queste cose, ma tutti abbiamo fatto alcune di loro. Nessuno è incensurato in tutti i settori della vita.
 

Possiamo battere le probabilità e apparentemente farla franca facendo male per un tempo più o meno lungo, ma prima o poi, le conseguenze della disobbedienza ci raggiungeranno. Pensando agli scenari appena menzionati: Il vostro capo alla fine chiederà i risultati per giustificare i vostri stipendi. I creditori vorranno essere pagati per intero per ciò che hai preso in prestito.
 

Papà o mamma torneranno a casa e si occuperanno del cattivo comportamento. Il tuo professore richiederà che la tua carta venga restituita alla sua scadenza. Il coniuge può o non può scoprire nulla ora, ma la verità verrà a galla un giorno. Con ogni probabilità ... le luci rosse e blu brilleranno e la sirena suonerà mentre sfrecci attraverso il semaforo giallo solo per ricevere una multa salata.
 

La lettura di questi scenari indurrà alcuni lettori a fare una pausa riflessiva e a considerare le loro azioni. Altri invece possono sentirsi come sempre di fare ciò che vogliono e farla franca. Ancora più altri di noi possono sentire rimorsi, rimpianti, sensi di colpa, e anche profondo dolore. Alla fine della giornata, non importa come ci sentiamo, importa solo come ci siamo occupati di una vita di misfatti.


Un giorno, saremo tutti giudicati per i nostri pensieri, le nostre azioni e le motivazioni da un Dio santo. Come pensate di affrontare questo adesso, alla luce del fatto che Gesù è in arrivo. L'unica domanda che importerà allora è: Sei salvato?
 

Romani 14:11 "Perchè è scritto: Come è vero che io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me, ed ogni lingua darà gloria a Dio".
 

Io sono uno delle tante migliaia di insegnanti della Bibbia, evangelisti, e degli altri cristiani che credono che siamo nel tempo appena prima del ritorno del Signore. Masse di eventi che stanno accadendo geopoliticamente, economicamente e culturalmente puntano al suo imminente ritorno. La profezia si sta realizzando. Uno sguardo in tutto il mondo e soprattutto in Medio Oriente dovrebbe dirvi che questo mondo è sull'orlo.


Molti paesi sono sull'orlo del collasso economico che potrebbe portare a un tracollo economico globale. Culturalmente non ci sono quasi più frontiere. Lo stesso cosiddetto "matrimonio omosessuale" è ora legge in molti luoghi del paese. La pornografia e il traffico di esseri umani sono dilaganti. Il complesso industriale dell'aborto sta uccidendo migliaia di persone con l'aiuto dei nostri soldi delle tasse.


Russia, Cina e Iran si stanno armando fino ai denti il tutto mentre si stanno formando delle alleanze che somigliano più alle pagine di Ezechiele e dell'Apocalisse... che al telegiornale della sera. Inoltre, l'Iran è forse solo a pochi mesi o anni dall'acquisire un'arma nucleare ... quella a cui sarà certamente data la possibilità di essere utilizzata su Israele. Perché vi sto dando una visione dall'alto degli eventi del mondo? È perché voglio focalizzarvi sul punto che Gesù è in arrivo.
 

Ci sono due questioni con cui ogni essere umano deve fare i conti: Uno è il fatto che il Signore tornerà presto. Il secondo è che non ci sono garantiti il prossimo anno, il mese, il giorno, o anche un'ora. Nessuno di noi sa quando la nostra vita può finire, sta a Dio. L'unica cosa che possiamo essere certi è la nostra casa eterna ... o con Dio in cielo o lontano dalla sua presenza all'inferno per sempre.
 

Molte persone, in particolare quelli più giovani si sentono come se vivessero per sempre. Ma la Bibbia dice chiaramente che la morte può essere improvvisa e inaspettata. Vi ricordate la storia ben nota di un uomo ricco? Gesù ci dice la storia:
 

Luca 12:16-21: "Ed egli disse loro una parabola: «La tenuta di un uomo ricco diede un abbondante raccolto; ed egli ragionava fra sé dicendo: "Che farò, perché non ho posto dove riporre i miei raccolti?". E disse: "Questo farò, demolirò i miei granai e ne costruirò di più grandi, dove riporrò tutti i miei raccolti e i miei beni, poi dirò all'anima mia: Anima, tu hai molti beni riposti per molti anni; riposati, mangia, bevi e godi".Ma Dio gli disse: "Stolto, questa stessa notte l'anima tua ti sarà ridomandata e di chi saranno le cose che tu hai preparato?". Così avviene a chi accumula tesori per sé e non è ricco verso Dio".
 

Non credo che si possa vivere tutta la vostra vita nel modo in cui si desidera e poi mettere le cose a posto con Dio quando si è vecchi o sul letto di morte. Questo non è un avvertimento sull'essere ricchi, piuttosto un avvertimento circa l'idolatria. Eleviamo molte cose al di sopra di Dio nella nostra vita: Soldi, intrattenimento, case, le carriere, le persone, il sesso, i risultati, ecc ... ma Dio esige tutto il tuo cuore.
 

La parabola che Gesù ha detto sopra è il suo monito contro l'apatia per quanto riguarda l'eternità. Amico, considera chi è Dio e in quanti problemi tu sei. La Bibbia dice queste cose di Dio: Egli abita una luce inaccessibile. È un fuoco che tutto consuma. Egli (Dio) è degno di ricevere la gloria, l'onore, e la potenza.
 

Ecco una descrizione di chi entrerà e chi no in paradiso: "E nulla di impuro, né chi commetta abominazioni o falsità, vi entrerà; ma soltanto quelli che sono scritti nel libro della vita dell'Agnello. " (Apocalisse 21:27).
 

Ecco cosa dice la Bibbia circa la condizione del nostro cuore malato, vile, diabolico e sventurato senza Gesù:
 

Romani 1:18-19 "L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia; poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro".
 

Romani 1: 21-23 "perché, pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato. Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti, e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili".

Romani 3:10 "Come sta scritto: Non c'è nessun giusto, neppure uno; nessuno capisce; nessuno cerca Dio."
 

Amico .... ti prego di capire, senza la salvezza che si ha attraverso Gesù si sta per passare l'eternità in un inferno senza Dio. Non investite la vostra eternità su queste sbagliate idee popolari sull'andare in paradiso:
 

"Mia mamma e papà sono cristiani così andrò in paradiso."
 
«Mia zia ha pregato per me e ho avuto una buona sensazione."
 
"Mi sono impegnato e ho firmato una carta in chiesa."
 
"Credo che appena le mie buone azioni supereranno le mie cattive azioni."
 
"Il mio (dio) non manderebbe mai nessuno all'inferno."
 
"Gesù è tutto amore e mi conosce."
 
"Sono un membro di chiesa."
 
"Io mi comporto e vivo la mia vita in modo migliore di quanto la gente fa."

  "Io non credo nel Dio della Bibbia ... seguo un diverso (dio)."
 

L'elenco di idee popolari sbagliate di andare in paradiso è senza fine. Tutte queste nozioni sono false ed eternamente tragiche.
 

Non ci si può sentire abbastanza dispiaciuti, colpevoli o con abbastanza esperienza o abbastanza rimorsi per entrare in paradiso. Molte persone sono morte con una coscienza oppressa dal dolore e rammarico per una vita piena di nessun altro che di se stessi.


Hanno ignorato i ripetuti appelli a fidarsi di Gesù come loro Salvatore. Hanno ignorato questi motivi, giorno dopo giorno, dopo settimana, dopo mese, dopo anno, e si sono beffati del dono prezioso che Dio ha dato ...... Suo Figlio. C'è solo un tipo di dolore che porta al pentimento:
 

2Corinzi 7:10 "Perché la tristezza secondo Dio produce un ravvedimento che porta alla salvezza, del quale non c'è mai da pentirsi; ma la tristezza del mondo produce la morte." 
 

Non si può contare sulla salvezza di qualcun altro per arrivare al cielo. Non si può contare su una sensazione viscerale o esperienza religiosa per arrivare in paradiso. Neanche Essere membro di una chiesa, coro, o gruppo giovanile, non garantisce il cielo. La vostra gentilezza e le buone azioni sono come "stracci sporchi" come Dio dice in Isaia 64: 6.


No ... nemmeno con una vita di volontariato e buone azioni si arriva a Dio in cielo. Non si può dire abbastanza "Ave Maria" o andare a sufficienza nei confessionali o trascorrere il tempo in purgatorio per guadagnare la vostra salvezza. È sufficiente ignorare l'Unico vero Dio e fare affidamento sul vostro "dio o dea interiore", e non vedrete mai il paradiso.
 

Se sei un musulmano e sei alla ricerca della verità e l'eternità in cielo ... non lo troverai nel Corano, perché nella Sura 17: 111 si dice: "Dio (non) ha figlio." Se tu sei un musulmano o chiunque che non è venuto a Gesù per la salvezza, io ti imploro di prendere in considerazione le parole di Gesù. Il Corano menziona Gesù come un messaggero e profeta. Ma non credi che sia invece saggio leggere ciò che Gesù disse di Sè stesso, le Sue stesse parole?
 

Giovanni 14: 6-7 "Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se mi aveste conosciuto, avreste conosciuto anche mio Padre; fin da ora lo conoscete e l'avete visto".
 

Matteo 11:27 "Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno conosce il Figlio, se non il Padre; e nessuno conosce il Padre, se non il Figlio, e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo".
 

Giovanni 11: 25-27 "Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?» Ella gli disse: «Sì, Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo".
 

Prendi Gesù alla Sua parola. Pregalo e chiedigli di aprire il tuo cuore. Ha detto che è in piedi alla porta e bussa per entrare dentro (Apocalisse 3:20).
 

Se confessi i tuoi peccati, Egli è fedele a perdonarti. Forse potresti dire, "Howard, non sapete che cosa ho fatto ... ogni sorta di malvagità e sporcizia". A quello dico: Matteo ... un truffatore ed ex esattore delle tasse, Paolo.... un persecutore della Chiesa cristiana, e innumerevoli altri con un passato ragguardevole sono venuti alla fede in Gesù Cristo.
 

Non mi importa quello che hai fatto. Se confessate i vostri peccati con il cuore contrito, Egli vi ascolterà. Pentirsi significa voltarsi a 180 gradi dal peccato. Gesù ti direbbe, ''Và e non peccare più ". Credi che Dio Padre lo ha risuscitato dai morti. Confessa Lui come tuo Signore e Salvatore e sarai salvato.
 

Le persone che si sono pentite dei loro peccati, e hanno confessato Gesù come loro Signore e che Dio lo ha risuscitato dai morti sono cristiani. Ogni atto peccaminoso che mai han commesso viene ripulito perché hanno messo la loro fiducia in Gesù per la salvezza. Quando Dio, giusto giudice vede un cristiano ora e per l'eternità, la sentenza è sempre: Non Colpevole! Come è possibile, si chiede?
 

Gesù è stato picchiato, inchiodato ad una croce, e il suo sangue innocente versato per i nostri peccati. Il prezzo che Lui ha versato sulla croce era per i tuoi peccati e i miei .....per tutti loro! La morte di Gesù sulla croce è l'unico pagamento che Dio riconosce per coprire i peccati. Pregare Gesù, confessare i tuoi peccati, pentirsi, e avere fiducia in lui come tuo Salvatore. Questo richiede la grazia di Dio, mediante la fede ... se cercherai il Signore con tutto il tuo cuore, sarai salvato.
 

Efesini 2: 8 "Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti;"
 

La vita è breve e nessuno è garantito per vivere un altro giorno. Il mondo è pronto a venire sotto il giusto giudizio di un Dio santo. La Bibbia dice: "Oggi è il giorno della salvezza". Le decisioni che prendete su Gesù oggi influenzeranno l'eternità.
 

Migliaia di anni da oggi, l'unica decisione che importa è quello che fate su Gesù. Decidere di fare di Lui il vostro Signore o ignorarlo ... ma è necessario scegliere l'uno o l'altro. 

Gesù è in arrivo, sei salvato?








Fonte: 

http://concerningthetimes.com/jesus-is-coming-soon-are-you-saved/










3 agosto 2015

E Come hai visto il ferro mescolato con la molle argilla, essi si mescoleranno per seme umano, ma non si uniranno l'uno all'altro, esattamente come il ferro non si amalgama con l'argilla. (Daniele 2:43)

Questo passaggio è stato la causa di molte speculazioni nei circoli profetici. Alcuni hanno detto che il ferro che non si mescolava con l'argilla era un riferimento alla democrazia che non si mescolava con il comunismo o il socialismo per citare alcune delle teorie. Il testo originale di questo brano rivela ciò che Daniele stava cercando di trasmettere.

Si noti che la parole "misto" e "mescolarsi" (o mischiarsi) sono tradotte dalla stessa parola ''ARABO''. Vedere definizione sulle immagini qui sotto:


La parola aramaica tradotta come "misto" e "si mescolano" si riferisce alla etnia araba. Se si cerca la etimologia per il termine etnico "Arabo", vi accorgerete che ancora oggi significa "mescolarsi" tra le altre cose.
Quello che Daniele sta dicendo in Daniele 2:43 è che essi (le dieci dita dei piedi nel versetto 42) si mescolano (Arabizzano) con il seme di uomini (altri gruppi etnici), ma non saranno uniti gli uni agli altri come il ferro non si mescola (arabizza) con l'argilla.

Dal momento dell'ascesa dell'Islam, gli Arabi Musulmani hanno cercato di far rispettare la religione dell'Islam e della cultura araba su altri gruppi etnici. Oggi vediamo che i popoli non Arabi, come i Turchi, i Pakistani, gli Afghanistani, i Persiani (Iraniani) e altri hanno accettato la religione Islamica, ma non hanno accettato di essere arabizzati come è avvenuto con i popoli del Nord Africa, come i Libici e gli Egiziani, tra gli altri, che oltre ad essere Islamizzati, erano anche Arabizzati accettando i costumi e linguaggio Arabo per diventare parte della loro cultura dopo che sono stati conquistati dall'Islam. Daniele spiega che il quarto regno sarebbe stato diviso, in parte forte e in parte debole, a causa di non essere in grado di mescolarsi (diventare arabizzato).
41 E come hai visto i piedi e le dita, in parte d'argilla di vasaio e in parte di ferro, il regno sarà DIVISO; ma vi sarà in esso della durezza del ferro, giacché tu hai visto il ferro mescolato con la molle argilla.
42 E come le dita dei piedi erano in parte di ferro e in parte d'argilla, così quel regno sarà in parte FORTE e in parte FRAGILE (SPEZZATO). (Daniele 2: 41-42)

Non è che quello che vediamo oggi nell'Islam - un regno FORTE che cerca di conquistare il mondo, ma essendo diviso e in parte FRAGILE (SPEZZATO) perché non può mescolarsi con il seme di uomini (Arabizzando altri gruppi etnici)? E a proposito della divisione tra sunniti e sciiti? Non è inoltre l'Islam in parte FORTE e in parte FRAGILE con Sunniti e Sciiti che non possono andare d'accordo anche se sono tutti musulmani? Qui è la cosa più interessante del testo originale in Daniele 2 - rivela che il quarto regno di ferro e argilla sarà etnicamente ARABO, non ROMANO come è stato annunciato dagli studiosi di profezia tradizionali. Ti chiedi perché il mondo islamico e arabo sta causando tanto caos nel Mondo e stanno facendo rivivere il Califfato Islamico? La risposta: è il compimento della profezia di Daniele. L'impero che è rianimato secondo Daniele 2 è Arabo-Islamico, non Romano / Europeo.




Fonte:
https://thecomingbibleprophecyreformation.wordpress.com/2015/07/27/the-original-text-of-daniel-2-reveals-the-ethnic-make-up-of-the-kings-of-the-feet-of-iron-and-clay/





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L'Islam è la Bestia?








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